La "Madonna del Carrozzone"

L’origine del nome e del Santuario dedicato alla Beata Vergine del Carrozzone

Conosciamo assai poco circa i primordi del venerato Santuario della Madonna del Carrozzone e tutte le straordinarie vicende che conferiscono al piccolo Santuario un’atmosfera di grande attrattiva devozionale sono riferite al secolo scorso.
Si potrebbe pensare ad un’origine recente per il Santuario ma, se si prende in considerazione il nome stesso di Carrozzone si scoprono alcuni rilievi di assoluta curiosità.

Si tratta di un toponimo che ha subito una evoluzione interessante ed emble matica; la località che oggi identifica il Santuario sul confine con il Comune di Gavardo rappresenta un curioso caso di “etimologia popolare”. Deriva infatti da una forma originaria di CARAZONO/CAREZONO docu mentata a lungo a partire dal XIV secolo in qua (nel 1300 si legge “in terra de CARAZONO” o “in contrata CAROZARUM”, “in contrada Campo di CAROZE” ecc.).
Si è passati solo in epoca più tarda alla forma di CARROZZONE sulla scorta della tradizione popolare che ricorda una processione con relativo “carroccio” per scongiurare la fine dell’epidemia di colera del 1836 e il salvataggio del “carro” di bambini ribaltato dal cavallo imbizzarrito.
Fatti questi realmente accaduti e tuttora oggetto di una fervida devozione e perciò stesso scolpiti nell’immaginario popolare. A completare il panorama delle ipotesi quella che fosse un luogo adibito al cambio di cavalli per carroz ze (Mosconi, Il paese di Prevalle, p.6 i).

Il nome, invece, ha origine diversa e, per così dire, più... terra terra, deriva infatti dal termine latino CAREX = “cariceto, luogo di carici (piante palustri assai diffuse). Il termine appartiene, peraltro, al dialetto bresciano e come toponimo è frequente in zona.

Le grazie e il voto della processione

La seconda domenica di luglio per sciogliere un voto fatto nel 1836 dalla popolazione della contrada di Baderniga, una delle otto che compongono il paese di Prevalle, si svolge una singolare processione dalla contrada stessa sino al santuario della Madonna del Carrozzone.
La processione ha luogo alle 4 del mattino e a guidarla sono le donne della contrada.

Sin dalle 3 tuttavia le donne passano con latte e campanacci a dare la sveglia alla gente della frazione e ad avvisarli della imminente processione.
Il voto fu fatto dalla gente di Baderniga alla Vergine Maria per scongiurare la fine dell’epidemia di colera che falcidiava la popolazione.
A testimoniare il fatto vi è una lapide sulla porta principale del piccolo santuario che dice: “Nel 1836 dopo una processione a questo Santuario diretta dall’Economo Spirituale don Antonio Fusi cessò il colera”.
Nel santuario si ritrova inoltre un bellissimo quadro ex voto che ricorda l’e vento.

La processione che perpetua il voto fatto procede tra preghiere e canti fino al santuario dove, sempre in orario antelucano, ha luogo la S. Messa.
Sappiamo pochissimo intorno alla devozione e all’esistenza di un Santuario prima di quella data, solo poche carte dell’Archivio Parrocchiale attestano l’esistenza di una solennità celebrata al Carrozzone almeno sin dal 1820.
Meno noto è l’episodio di un felice ricorso all’intercessione della Madonna del Carrozzone nel 1828 in occasione di una tremenda siccità. Il parroco don Zanaglio nelle sue memorie così ricorda l’avvenimento: “il dì 6 luglio 1828 si fece una processione di penitenza all’immagine della Beata Vergine così detta del Carozzone, cui si porta da molte persone gran divozione col bene placito di quel parroco di Gavardo dovendo scorrere porzion di terra di quel la giurisdizione onde ottenere la pioggia in una fierissima e ostinata siccità, e nel giorno medesimo, sebben stato sempre sereno, si ebbe un prodigioso refrigerio”.
Nel corso di un’ulteriore epidemia di colera scoppiata nel 1867 la popolazio ne della Parrocchia di San Michele implorò solennemente l’aiuto della Beata Vergine del Carrozzone.

Un’altra, straordinaria grazia è ricordata da un’epigrafe e ricordata nella memoria degli anziani. “Nel 1923 il Parroco don Giovanni Beccalossi veden do fuggire imbizzarrito il cavallo che trasportava i bambini della Prima Comunione invocò questa Madonna, il veicolo si capovolse ma i bambini restarono incolumi. Nel 1936 il popolo riconoscente pose questo ricordo”.
Così descrive la chiesa P.Anacleto Mosconi nel suo libro su Prevalle: “sull’u nico Altare si venera una Madonna vestita come una popolana e seduta in trono o meglio su un seggiolone nell’atto di presentare ai fedeli il suo divin Bambino.

La tela è d’ignoto pittore senza pretese artistiche. Dopo il lontano restauro del 1900 dovuto, come si dice, alla munificenza del conte Orlando Arrighi, nel corso dei restauri propiziati anche dal lavoro degli alpini prevallesi agli inizi degli anni ‘80 fu aggiunto un campaniletto sormontato da tre campane bene dette dal Vescovo mons. Bruno Foresti il 29.09.1993.

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